La Toscana è la seconda regione in Italia nella triste graduatoria del tasso di mortalità. I 118 decessi registrati negli ultimi sette giorni la collocano al quarto posto – dietro a Puglia (131) e Campania e Lombardia (entrambe a 125); posizione confermata anche a livello quindicinale, dietro alle stesse tre regioni. Ma se si rapporta il dato dei decessi alla popolazione, la Toscana scala due posizioni scavalcando Lombardia e Campania.

Dall’11 al 17 maggio nella nostra regione sono morte 3,2 persone ogni 100mila abitanti, contro la media nazionale di 1,7 (dato peggiore la Puglia con 3,3, migliore l’Abruzzo con 0,7).

Nella prima di metà di maggio la Toscana ha registrato 9,3 decessi ogni 100mila abitanti, contro la media nazionale di 5,7 (dato peggiore ancora la Puglia con 9,9, migliore Veneto con 3).

“Numeri che fanno male e che obbligano a una riflessione: si poteva fare di più?

La competenza del nostro personale sanitario non è assolutamente in discussione, e allora forse la ragione di questo dato è da ricercare in una non adeguata protezione dei pazienti più fragili ed esposti al rischio di conseguenze gravi per la loro salute.

Oggi il generale Figliuolo ha detto che la Toscana è partita male. I morti di oggi sono i contagi delle settimane passate. Il dubbio che possa esserci un nesso tra gli errori nella prima fase della campagna vaccinale sono legittimi e li chiariremo con un’interrogazione che presenterò in vista del prossimo consiglio regionale.

Sarà interessante conoscere l’età dei decessi avvenuti in Toscana in questi mesi e la degenza media: forse partendo prima con la vaccinazione di anziani e fragili oggi non occuperemmo questa triste posizione in classifica”, afferma il consigliere regionale della Lega Marco Landi.

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